Transizione 4.0: proroga al 31 marzo 2026
Con il Decreto direttoriale del 28 gennaio 2026, il MIMIT ha disposto la proroga dei termini per la presentazione delle comunicazioni di completamento degli investimenti in beni strumentali 4.0. La scadenza per i beni ultimati entro il 31 dicembre 2025 slitta dal 31 gennaio al 31 marzo 2026. Il provvedimento punta a garantire alle imprese il tempo necessario per perfezionare le procedure telematiche sul portale del GSE e accedere al credito d'imposta (codice tributo 7077).
Nuovi termini e modalità operative
Il decreto modifica l'articolo 2 del precedente decreto del 15 maggio 2025, ridefinendo il calendario per l'invio della documentazione finale. Le scadenze aggiornate sono le seguenti:
Le comunicazioni devono essere trasmesse esclusivamente in via telematica attraverso i servizi informatici messi a disposizione dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE).
Imprese in lista d'attesa e prenotazioni
Il provvedimento chiarisce inoltre la gestione delle risorse per le imprese soggette al limite di spesa di 2.200 milioni di euro:
Il mancato invio della comunicazione nei termini previsti determina l'impossibilità di beneficiare dell'agevolazione.
Transizione 4.0: tre FAQ per un F24 a prova di scarto
L’Agenzia delle Entrate chiarisce i dubbi operativi su codici tributo e anni di riferimento per la compensazione del tax credit (FAQ AE 29 gennaio 2026). Come evitare errori formali per gli investimenti completati tra il 2024 e il 2026?
La corretta compilazione del modello F24 è l'ultimo, fondamentale miglio per le imprese che intendono beneficiare del credito d’imposta Transizione 4.0. Per prevenire scarti automatizzati e ritardi nella fruizione del beneficio, l'Agenzia delle Entrate il 29 gennaio 2026 ha pubblicato tre FAQ che definiscono i criteri per l'indicazione dei codici tributo e dell'anno di riferimento.
Il principio cardine ribadito dall'Amministrazione finanziaria è la coerenza con l’anno di completamento dell’investimento, che rimane fisso anche per le quote di credito utilizzate negli anni successivi.
Investimenti completati nel 2024: l'anno di riferimento non cambia
Per le imprese che hanno ultimato gli investimenti nel 2024, il dubbio principale riguardava la gestione delle quote successive alla prima.
L’Agenzia chiarisce che anche per la seconda quota (fruibile dal 2025) e la terza (dal 2026), l’anno di riferimento da indicare nel modello F24 deve restare sempre il 2024. In questo caso il codice tributo da utilizzare è il 6936. Resta inteso che, qualora un'impresa non utilizzi una quota nell'anno di prima disponibilità, potrà comunque recuperarla negli anni successivi mantenendo sempre il 2024 come riferimento temporale.
Investimenti completati nel 2025: attenzione al regime normativo
Il 2025 rappresenta un anno di transizione in cui la scelta della compilazione corretta dipende dalle modalità di "prenotazione" del bene. L'anno di riferimento da indicare sarà sempre il 2025, ma il codice tributo varia:
Investimenti completati nel 2026: i paletti della scadenza di giugno
Per gli investimenti che si concluderanno nel 2026, la normativa pone vincoli temporali e finanziari stringenti. Per poter beneficiare della prima quota già quest'anno, l'investimento deve essere completato entro il 30 giugno 2026 e deve essere stato "prenotato" con un acconto del 20% entro la fine del 2025.
In questo scenario, le imprese devono utilizzare esclusivamente il codice tributo 7077, indicando il 2026 come anno di riferimento per tutte le quote (comprese quelle fruibili nel 2027 e 2028). L'Agenzia avverte: se il completamento avviene dopo il 30 giugno 2026 o non vengono rispettati i requisiti sugli acconti, il diritto al credito d'imposta decade.
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