Lunedì 19 gennaio – L’Europa sceglie un vicepresidente per la Bce
Luis de Guindos, attuale numero due, terminerà il mandato alla fine di maggio. Anche se sul tavolo ci sono già sei candidature a sostituirlo, l’iter ufficiale comincia da oggi. L’Eurogruppo con i ministri competenti per l’area dell’euro deve discutere i nomi, poi tocca al Consiglio europeo deliberare. Ci vuole il sostegno di almeno 16 (su 21 Stati) che rappresentano il 65% della popolazione: dovranno scegliere tra Mario Centeno (Portogallo), Martins Kazaks (Lettonia), Madis Muller (Estonia), Olli Rehn (Finlandia), Rimantas Sadzius (Lituania), Boris Vujcic (Croazia). Al tavolo debutta la Bulgaria, ultimo Paese ad avere adottato la moneta unica dall’inizio di questo anno. Più accesa sarà la lotta per prendere il posto di Christine Lagarde: anche se sul tavolo ci sono già le autocandidature dei tedeschi Joachim Nagel (Bundesbank) e Isabel Schnabel (comitato esecutivo Bce), 70 economisti interpellati dal Financial Times preferiscono lo spagnolo Pablo Hernandez de Cos.
Al via il Forum di Davos
Gli organizzatori lo definiscono «il più complesso contesto geopolitico dal 1945». È con queste premesse che prende via oggi il Forum di Davos, un Forum a forte imprenta trumpiana, come è stato più volte sottolineato. "Siamo lieti di dare nuovamente il benvenuto al presidente Trump", che sarà "accompagnato dalla più grande delegazione americana" mai vista a Davos, ha dichiarato il presidente del WEF, Børge Brende. Il presidente, che presenzierà per la terza volta al forum, sarà accompagnato tra gli altri dal segretario di Stato Marco Rubio, dai suoi emissari Steve Witkoff e Jared Kushner (genero di Trump), dal segretario al Tesoro Scott Bessent, da quello al Commercio Howard Lutnick e quello all'Energia Chris Wright. Trump dovrebbe arrivare a Davos mercoledì 21 gennaio e rimanere in Svizzera per due giorni. Sembra scontato che il Venezuela sarà uno dei temi che verranno discussi con i rappresentanti dell'America latina. Oltre al Presidente Usa, sono attesi tremila leader di 130 Paesi, 64 tra capi di Stato e di governo, 850 amministratori delegati e presidenti delle principali aziende mondiali. La Cina sarà presente in forze con una delegazione guidata dal vice primo ministro He Lifeng, ha precisato Brende. È attesa anche una corposa delegazione da paesi africani.
Mercoledì 21 gennaio – Trump vs Cook alla Fed: la Corte suprema decide
Nel mese di ottobre la Corte suprema si era rifiutata di decidere, rimandando l’esame della questione più avanti. Cioè a oggi: comincia l’iter giuridico che arriverà a stabilire se il presidente Donald Trump può (come ha fatto) licenziare dal board della banca Lisa Cook per “giusta causa”. Cioè con l’accusa di avere presentato false dichiarazioni circa la proprietà di un immobile, al fine di ottenere un mutuo agevolato. Al momento è sospesa la cacciata della banchiera allineata con le posizioni di Jerome Powel e ovviamente invisa al presidente Trump. Nel frattempo, lo scontro è salito di livello da quando lo stesso Powell è finito sotto inchiesta con l’ipotesi che abbia mentito in audizione al congresso circa i costi sostenuti per la ristrutturazione della sede. Insomma, Donald Trump ha scagliato contro entrambi la pietra di un presunto scandalo immobiliare. Ma tutti sanno che l’obiettivo è eliminare due banchieri riottosi a eseguire i suoi desiderata.
Mercoledì 21 gennaio – Finisce l’opa ostile di Paramount su Warner Bros
Ultimo giorno per i soci di Warner Bros. Discovery (Wbd) che vogliano aderire all’offerta di Paramount Skydance (Psky): sul piatto la proposta di pagare 30 dollari per azione, arrivando a un valore di Wbd che sfiora gli 80 miliardi di dollari. Eppure, il board della società degli studios ha già respinto l’offerta all’unanimità: inadeguata e dal valore insufficiente. A niente è servito l’intervento nella partita di Larry Ellison, il fondatore di Oracle, tra gli uomini più ricchi al mondo e pronto a fare da garante per l’offerta di Psky: a guidarla c’è suo figlio David Ellison che non si considera per niente sconfitto. Infatti, vuole lanciare una battaglia delle deleghe per conquistare in assemblea la maggioranza del cda. E manovrare dall’interno. Invece, rimane valido l’accordo che Wbd ha firmato con Netflix per una acquisizione (a 27,75 dollari per azione) degli studi Wbd, incluso un asset come HBO Max.
Giovedì 22 gennaio - TikTok dà l’addio alle sue attività negli Usa
A dicembre TikTok ha raggiunto un accordo per la cessione delle sue attività negli Stati Uniti a una joint venture controllata da investitori americani, mettendo fine a una vicenda che si trascina da anni e che ha intrecciato tecnologia, geopolitica e sicurezza nazionale. L’operazione risponde alle pressioni di Washington, che da tempo chiede a ByteDance, gruppo cinese proprietario della piattaforma, di ridurre il proprio controllo sul business statunitense per limitare i rischi legati alla gestione dei dati degli utenti e a possibili interferenze straniere. Nel nuovo assetto societario, circa un terzo delle quote sarà detenuto da soggetti riconducibili agli attuali investitori di ByteDance, mentre il 20% resterà direttamente al gruppo cinese. Il closing dell’operazione è atteso per oggi, 22 gennaio. Oracle, Silver Lake e MGX, società con sede ad Abu Dhabi, controlleranno complessivamente il 45% della nuova entità americana.
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