La conversione in legge del DL 175/2025 ottiene il via libera definitivo dall'Aula della Camera. Il provvedimento accelera la digitalizzazione green delle imprese attraverso nuovi crediti d'imposta, sblocca l'impasse sulle aree idonee per gli impianti FER e rafforza i poteri speciali dello Stato (Golden Power) in settori strategici.
Il percorso legislativo del Decreto Transizione 5.0 giunge a una svolta decisiva. Con 205 voti favorevoli, l'Aula della Camera ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando il testo (C. 2758) già licenziato dal Senato. Il provvedimento si pone l'obiettivo ambizioso di coniugare l'innovazione tecnologica con la sostenibilità ambientale, offrendo alle imprese strumenti concreti per affrontare la duplice transizione digitale ed energetica.
Credito d'Imposta e innovazione
Il cuore del decreto resta il pacchetto di incentivi sotto forma di credito d'imposta. La misura è destinata alle aziende che investono in strutture produttive situate nel territorio nazionale, a patto che tali investimenti portino a una riduzione certificata dei consumi energetici. Il sistema premiale è strutturato per favorire non solo l'acquisto di beni strumentali avanzati, ma anche la formazione del personale nelle competenze necessarie per gestire le nuove tecnologie "green".
Svolta per le energie rinnovabili
Uno dei punti più discussi e attesi riguarda la disciplina delle aree idonee per l'installazione di impianti da fonti rinnovabili (FER). Il decreto introduce una cornice normativa più chiara per superare le incertezze burocratiche che spesso rallentano la transizione energetica. L'obiettivo è mappare il territorio nazionale in modo da identificare zone preferenziali per il fotovoltaico e l'eolico, bilanciando la necessità di produzione energetica con la tutela del paesaggio e del suolo agricolo.
Sicurezza nazionale e Golden Power
Oltre ai temi industriali ed energetici, il testo interviene sulla normativa del Golden Power. Le modifiche approvate estendono e rafforzano la capacità di intervento dello Stato per proteggere asset strategici nazionali. In un contesto geopolitico complesso, il Governo punta a vigilare con maggiore efficacia su operazioni finanziarie o acquisizioni estere che potrebbero compromettere l'interesse nazionale in settori chiave.
L'approvazione definitiva del decreto rappresenta un tassello fondamentale per l'attuazione dei piani di sviluppo legati ai fondi europei e per il rilancio della competitività del sistema produttivo italiano in ottica di sostenibilità.
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