Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.Lgs. 30 dicembre 2025, n. 211 (G.U. Serie Generale n. 6 del 9 gennaio 2026) il legislatore italiano ha dato attuazione alla direttiva (UE) 2024/1226 sulla definizione dei reati e delle sanzioni per la violazione delle misure restrittive dell'Unione, intervenendo in modo strutturale su più piani: (i) l'architettura delle fattispecie penali, (ii) le regole di punibilità – con un'attenzione non marginale ai profili colposi – e (iii) la responsabilità degli enti ex D.Lgs. 231/01, che viene esplicitamente estesa alle nuove condotte, con un meccanismo sanzionatorio in parte inedito.
Il nuovo perimetro penale: tutela autonoma delle misure restrittive UE
Il decreto colloca le nuove incriminazioni direttamente nel codice penale, introducendo nel Libro II, Titolo I, il nuovo Capo I-bis, rubricato «Delitti contro la politica estera e la sicurezza comune dell'Unione europea», con l'obiettivo di superare l'approccio frammentario precedente e di attribuire alle misure restrittive una tutela penale autonoma, coerente con le esigenze di omogeneizzazione dell'enforcement maturate in sede unionale.
In questa cornice, il legislato...
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