
lunedì 12/01/2026 • 02:00
L'Agenzia delle Entrate prosegue nel rilascio di chiarimenti interpretativi attraverso lo strumento delle FAQ: il 7 gennaio 2026 sono state fornite due risposte in materia di concordato preventivo biennale che toccano temi e situazioni che si riscontrano frequentemente nella pratica.
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Il concordato preventivo biennale (CPB), disciplinato dal D.Lgs. 13/2024 e rinnovato anche per il biennio 2025–2026, rappresenta uno degli strumenti più innovativi introdotti nel recente passato nell'ambito dei rapporti tra Amministrazione finanziaria e contribuenti. Come è evidente, il CPB consente di operare una pianificazione fiscale, particolarmente efficacie in quei settori stabili e con business ciclici o comunque facilmente prevedibili. Tale stabilità nella gestione fiscale, tuttavia, è subordinata al mantenimento dei presupposti soggettivi e oggettivi che hanno consentito la formulazione della proposta, nonché alla correttezza e completezza delle informazioni fornite.
Su questi temi, l'AE ha rilasciato il 7 gennaio scorso due FAQ, di seguito esaminate.
Modifiche sostanziali della soggettività
Un primo rilevante chiarimento applicativo è fornito dalla FAQ n. 1, relativa a una società in nome collettivo che, nel corso del biennio concordatario 2024–2025, perde la pluralità dei soci a seguito della cessione della quota di uno di essi nel mese di settembre 2025, con prosecuzione dell'attività da parte del socio superstite in forma di impresa individuale, mediante apertura di una nuova partita IVA. Si tratta dunque del caso della c.d. trasformazione “atipica” da società di persone a ditta individuale.
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Federico Gavioli
- Dottore commercialista, revisore legale dei conti e giornalista pubblicistaRimani aggiornato sulle ultime notizie di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti, professioni e innovazione

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