
mercoledì 07/01/2026 • 15:52
Il MEF ricorda che la quota di iscrizione per il 2026 è pari a 57 euro. Dal 2 gennaio scorso è possibile regolarizzare la posizione esclusivamente online tramite il portale dedicato. L'importo dovrà essere versato entro il 31 gennaio 2026.
redazione Memento
Pagamenti al via: addio definitivo al cartaceo
Il Ministero delle Finanze ricorda che il contributo annuale per gli iscritti al Registro dei revisori legali, da versare entro il 31 gennaio 2026, è fissato a 57 euro.
La gestione del versamento avviene ormai in modalità completamente digitale. A partire dal 2 gennaio scorso, i professionisti iscritti possono accedere alla propria area riservata sul portale della revisione legale utilizzando le credenziali SPID o la CIE (Carta d’Identità Elettronica). All’interno della sezione “Contribuzione annuale”, situata a fondo pagina, è possibile procedere con il pagamento diretto o scaricare l’avviso PagoPA. Il MEF ribadisce che non verranno più spediti avvisi cartacei al domicilio dei revisori.
Comunicazioni e domicilio digitale
Sebbene non arrivino più bollettini postali, l’informativa ufficiale su termini e scadenze resta garantita. Il MEF, avvalendosi dei servizi di Consip, provvederà a inviare una notifica a ogni iscritto. Questa comunicazione sarà inoltrata prioritariamente al domicilio digitale (PEC) registrato, oppure tramite email ordinaria o posta tradizionale. Resta responsabilità del professionista assicurarsi che i propri recapiti nel Registro siano aggiornati, in conformità con le norme sulla semplificazione digitale.
Revisori della sostenibilità
Una precisazione importante riguarda i professionisti che hanno ottenuto l'abilitazione come revisori della sostenibilità durante il 2025. Per questa categoria non è previsto alcun esborso supplementare oltre ai 57 euro standard.
La normativa chiarisce infatti che il contributo di 50 euro versato l'anno precedente (ai sensi del DM 19 febbraio 2025) era finalizzato esclusivamente alla copertura delle spese di segreteria e istruttoria per l'abilitazione iniziale. Trattandosi di un costo amministrativo una tantum, non dovrà essere corrisposto nuovamente negli anni successivi.
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