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mercoledì 07/01/2026 • 06:00

Fisco TU, STRUTTURE RICETTIVE, RISCOSSIONE E AIUTI DI STATO

Milleproroghe 2026: riapertura dei termini fiscali, cosa cambia

Il DL 200/2025 (Decreto Milleproroghe), pubblicato nella GU 31 dicembre 2025 n. 302, introduce una serie di differimenti per il sistema fiscale italiano. Tra le misure principali spicca il rinvio al 2027 dei nuovi Testi Unici fiscali. Importanti novità riguardano anche il catasto delle strutture ricettive all'aperto, la riscossione locale e il recupero degli aiuti di Stato irregolari.

di Andrea Carinci - Professore ordinario Università di Bologna e patrocinante in Cassazione

di Adriana Patumi - Dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche presso Alma Mater Studiorum - Università di Bologna

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Con l'inizio del nuovo anno, il panorama normativo fiscale italiano riceve un importante aggiornamento attraverso il consueto decreto "Milleproroghe". Il provvedimento, identificato come DL 200/2025, è stato inserito nella Serie Generale n. 302 della Gazzetta Ufficiale lo scorso 31 dicembre, dopo il via libera del Consiglio dei Ministri avvenuto l'11 dicembre 2025.

L'impianto del decreto risponde a una duplice esigenza: da un lato, gestire le transizioni tecniche legate all'attuazione della Riforma Fiscale (L. 111/2023); dall'altro, offrire ossigeno a categorie specifiche di contribuenti e operatori professionali che necessitano di tempi più lunghi per adeguarsi alle nuove e complesse procedure amministrative.

Testi Unici Tributari: l'efficacia slitta al 2027

La novità di maggior peso sistemico riguarda la riorganizzazione delle fonti del diritto tributario. Il legislatore ha deciso di rinviare di un intero anno l'operatività dei nuovi Testi Unici. Originariamente previsti per una decorrenza più immediata, l'applicazione dei testi relativi alle sanzioni amministrative e penali, alla giustizia tributaria, alla riscossione e ai tributi indiretti è stata fissata al 1° gennaio 2027.

Questa scelta non è dettata da un semplice ritardo burocratico, ma da una precisa strategia di "pulizia" normativa. Poiché sono attualmente in fase di approvazione numerosi decreti correttivi e integrativi della riforma, far entrare in vigore i Testi Unici oggi significherebbe doverli emendare dopo pochissimi mesi. Il rinvio permette quindi di incorporare direttamente le ultime modifiche, evitando il rischio di un "doppio riordino" che destabilizzerebbe ulteriormente il lavoro di professionisti e uffici finanziari. Nello specifico, l'articolo 4 del decreto sancisce che la decorrenza 2027 riguarderà:

  • Il sistema sanzionatorio (comma 1);
  • I tributi erariali minori (comma 2);
  • La giustizia tributaria (comma 3);
  • I versamenti e la riscossione (comma 4);
  • L'imposta di registro e gli altri tributi indiretti (comma 5).

Strutture ricettive all'aperto: la tregua catastale

Un tema particolarmente sentito dal settore turistico è quello del regime catastale per campeggi e villaggi turistici. Il Decreto Milleproroghe interviene per coordinare meglio l'applicazione dell'articolo 7-quinquies del DL 113/2024. Quest'ultima norma aveva stabilito un principio fondamentale: l'irrilevanza catastale degli allestimenti mobili (come case mobili e maxi-caravan), che non devono più essere conteggiati per il calcolo della rendita catastale a partire dal 1° gennaio 2025.

Tuttavia, a fronte di questa esclusione, la legge prevede un ricalcolo del valore delle aree: un incremento dell'85% per le aree attrezzate e del 55% per quelle non attrezzate. Per permettere agli intestatari catastali di presentare gli atti di aggiornamento geometrico e le dichiarazioni al Catasto Fabbricati in modo preciso e uniforme, il termine ultimo è stato spostato dal 15 dicembre 2025 al 15 dicembre 2026. Questa proroga di dodici mesi consentirà ai gestori delle strutture ricettive di seguire con maggiore accuratezza le linee guida fornite dall'Agenzia delle Entrate, garantendo una mappatura dei beni conforme ai nuovi standard.

Riscossione locale: adeguamento del capitale sociale

Il settore della riscossione dei tributi locali vive una fase di profonda trasformazione. L'articolo 4, comma 12 del nuovo decreto, concede una boccata d'ossigeno ai concessionari iscritti all'albo dei soggetti abilitati (ex art. 53 D.Lgs. 446/97). Il termine per l'adeguamento del capitale sociale richiesto per operare sul mercato è stato differito dal 31 dicembre 2025 al 30 aprile 2026.

Il motivo di questo rinvio risiede nell'attesa del decreto delegato specifico sui tributi locali. Il governo intende ridisegnare l'intero sistema di vigilanza e di accertamento per gli enti locali; costringere gli operatori a un adeguamento patrimoniale immediato, senza che il nuovo quadro normativo sia ancora cristallizzato, sarebbe stato controproducente. La nuova scadenza di aprile punta a far coincidere i requisiti di solidità finanziaria con le nuove regole del gioco che emergeranno dalla delega fiscale.

Aiuti di Stato: recuperi più graduali

Un altro fronte caldo è quello della notifica degli atti di recupero per gli Aiuti di Stato irregolari. Il Registro Nazionale degli Aiuti (RNA) serve a monitorare la trasparenza e i divieti di cumulo delle agevolazioni. In molti casi, le autorità responsabili non hanno effettuato tempestivamente le registrazioni necessarie, creando un collo di bottiglia burocratico.

L'articolo 15 del D.L. 200/2025 estende al 31 dicembre 2027 (rispetto al precedente 2025) l'orizzonte temporale entro cui l'Amministrazione finanziaria può notificare gli atti impositivi per i periodi d'imposta oggetto di contestazione. Questa estensione biennale ha uno scopo preciso: consentire una programmazione del recupero più graduale e meno traumatica per il tessuto imprenditoriale, evitando che una massa critica di accertamenti si concentri in un arco temporale troppo ristretto a causa di inefficienze amministrative pregresse.

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