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sabato 03/01/2026 • 06:00

Speciali LEGGE DI BILANCIO 2026

Taglio IRPEF in busta paga: chi risparmia e quanto

La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), pubblicata in Gazzetta Ufficiale 30 dicembre 2025 n. 301, modifica dal 35% al 33% il secondo scaglione dell'IRPEF, garantendo una riduzione dell'imposta lorda fino a 440 euro; ma attenzione ai conguagli di fine anno.

di Luca Furfaro - Consulente del lavoro - Studio Furfaro e Founder FL&Associati

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  • Tempo di lettura 3 min.
  • Ascolta la news 5:03
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Pubblicata la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, Gazzetta Ufficiale n. 301 del 30 dicembre 2025) è tempo di tirare le fila sulle misure che impattano sulla busta paga.

Tra queste, la grande attesa è sempre connessa al tentativo di aumentare il potere di spesa dei lavoratori e di conseguenza delle famiglie. L'inflazione ed il meccanismo di progressività dell'imposta hanno portato negli ultimi anni ad un aumento dei redditi dei lavoratori ma con conseguente maggiore trattenuta, incidendo in tal modo sul reale potere di spesa. Negli anni si è visto operare, temporaneamente o strutturalmente, per riallineare questa distorsione.

Conclusa quindi l'attesa possiamo vedere come, con la modifica apportata dal comma 3 della Legge di Bilancio 2026 si vada a cambiare la seconda aliquota degli scaglioni IRPEF.

Nuova aliquota del 33% per i redditi fino a 50.000 euro

Un semplice comma, che sostituisce il noto 35% con la nuova aliquota del 33% all'art 11 c. 1 lett. b) DPR 917/86 (Testo unico delle imposte sui redditi, cd. TUIR).

Questi quindi i nuovi scaglioni a partire dal 2026:

Scaglioni di reddito

Aliquota

Redditi fino a 28.000 euro

23 %

Redditi da 28.000,01 euro e 50.000 euro

33 %

Redditi oltre 50.000,01 euro

43 %

La modifica risulta strutturale, non ha quindi necessità di ulteriori confermi e rimarrà in campo fino ad abrogazione, magari connessa ad una revisione strutturale del meccanismo IRPEF.

Impatto della modifica

L'impatto come è comprensibile investe i contribuenti che hanno un reddito superiore ai 28.000 euro. Il culmine del vantaggio è quindi per i soggetti che raggiungono i 50.000, con mantenimento anche per i soggetti con redditi superiori.

Reddito

Imposta lorda scaglioni 2025

Imposta lorda scaglioni 2026

Minore imposta lorda

28.000,00 €

6.440,00 €

6.440,00 €

0,00 €

30.000,00 €

7.140,00 €

7.100,00 €

40,00 €

33.000,00 €

8.190,00 €

8.090,00 €

100,00 €

38.000,00 €

9.940,00 €

9.740,00 €

200,00 €

48.000,00 €

13.440,00 €

13.040,00 €

400,00 €

50.000,00 €

14.140,00 €

13.700,00 €

440,00 €

60.000,00 €

18.440,00 €

18.000,00 €

440,00 €

È ovvio come questa modifica si vada ad inserire in un contesto nel quale sono già stati strutturati interventi che hanno agito sia sul numero di scaglioni che sul meccanismo delle detrazioni.

Il sistema su base mensile

Come sempre avviene, per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, occorrerà iniziare ad operare dal mese di gennaio con la rimodulazione degli scaglioni su base mensile.

Scaglioni di reddito

Aliquota

Redditi fino a 2.333,33 euro

23 %

Redditi da 2.333,34 euro e 4.166,66 euro

33 %

Redditi oltre 4.166,67 euro

43 %

Considerazioni e indicazioni operative

È evidente che, indipendentemente dall'entità, si tratta comunque di un intervento volto ad aumentare il reddito netto percepito dai contribuenti e che, per questa ragione, la modifica debba essere valutata positivamente.

Occorre comunque osservare come la misura abbia sicuramente su base annua impatto positivo per tutti i soggetti con redditi superiori ai 28.000 euro ma, sul piano meramente tecnico ed operativo si accresce la differenza di aliquota tra il secondo ed il terzo (ed ultimo) scaglione.

Quanto affermato può essere un “problema” per i soggetti che hanno un reddito al limite del secondo scaglione (50.000 euro) e che quindi, in sede di conguaglio potrebbero vedere parte del loro reddito assoggettato nei mesi al 33% essere portato al 43% con un incremento di aliquota su queste somme del 10%. La diminuzione degli scaglioni, e l'innalzamento degli “scalini” tra le aliquote può comportare quindi effetti indesiderati nel momento del conguaglio, per tale motivo sarà opportuna una importante attività di comunicazione all'inizio dell'anno ed un'attenta attività di verifica rispetto alle situazioni che potrebbero generare

Si tratta sicuramente di un caso estremo, ma con lo stesso si intendono sottolineare le già note insidie presenti negli scaglioni IRPEF applicati su base mensile.

Seguirà certamente un intervento di prassi da parte dell'Agenzia delle Entrate, ma, trattandosi di una semplice variazione numerica all'interno di un meccanismo già consolidato, tale intervento non potrà introdurre novità né fornire nuove interpretazioni.

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