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Ultimo Consiglio dei Ministri del 2025 nella giornata del 29 dicembre, con alcuni provvedimenti approvati, tra i quali il Decreto legislativo che ha ottenuto il via libera definitivo, d'attuazione della Direttiva (UE) 2023/2413 del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 ottobre 2023 che modifica la Direttiva (UE) 2018/2001, il Reg. (UE) 2018/1999 e la Direttiva 98/70/CE, per quanto riguarda la promozione dell'energia da fonti rinnovabili e che abroga la Direttiva (UE) 2015/652 del Consiglio.

Il predetto Decreto attua la Direttiva RED III, elevando l'obiettivo vincolante dell'Unione Europea per le energie rinnovabili al 42,5% entro il 2030.

L'Esecutivo, inoltre, ha approvato il DL recante le disposizioni urgenti per la proroga dell'autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell'Ucraina, per il rinnovo dei permessi di soggiorno in possesso di cittadini ucraini, nonché per la sicurezza dei giornalisti freelance.

Promozione dell'energia da fonti rinnovabili

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame definitivo, il Decreto legislativo d'attuazione della Direttiva (UE) 2023/2413 del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 ottobre 2023 che modifica la Direttiva (UE) 2018/2001, il Reg. (UE) 2018/1999 e la Direttiva 98/70/CE, per quanto riguarda la promozione dell'energia da fonti rinnovabili.

Il testo tiene conto dei pareri espressi dalle competenti Commissioni parlamentari e dell'intesa acquisita in Conferenza unificata.

Preliminarmente, occorre ricordare che, lo sviluppo delle fonti rinnovabili, concorre agli obiettivi europei e nazionali di riduzione delle emissioni di COdep2 e di decarbonizzazione dell'economia.

La produzione e il consumo d'energia sono, infatti, responsabili – secondo le stime della Commissione europea – di oltre il 75% delle emissioni totali di gas a effetto serra nell'Unione europea. Accelerare la diffusione degli impianti d'energia rinnovabile viene, pertanto, considerato elemento essenziale per conseguire l'obiettivo vincolante dell'UE di consumare una quota d'energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo d'energia di almeno il 42,5% entro il 2030.

Obiettivo, quest'ultimo, a sua volta funzionale a conseguire la riduzione di almeno il 55% delle emissioni di gas a effetto serra per il 2030, fissato nella Legge europea sul clima (Reg. UE 2021/1119).

Il Decreto legislativo in commento, che era stato approvato in esame preliminare dall'Esecutivo nella riunione dello scorso 8 ottobre, attua la Direttiva RED III, elevando l'obiettivo vincolante dell'UE per le energie rinnovabili, appunto al 42,5% entro il 2030.

L'intervento, mira ad accelerare l'installazione di nuovi impianti, in particolare tramite la designazione di “zone d'accelerazione” (go-to areas) con procedure d'autorizzazione semplificate e veloci (massimo 12 mesi).

Il testo introduce nuovi obiettivi settoriali vincolanti per l'industria (uso d'idrogeno verde) e per i trasporti (riduzione dell'intensità dei gas serra), migliorando anche la sostenibilità della bioenergia.

Accanto al sopra citato target vincolante, la Direttiva RED III introduce un obiettivo collettivo più ambizioso, di natura orientativa, che mira a portare tale quota al 45% entro il 2030.

Infine, viene stabilito un ulteriore obbligo per ciascuno Stato membro: definire un obiettivo nazionale indicativo per le tecnologie innovative nel settore delle rinnovabili, pari ad almeno il 5% della nuova capacità installata entro il 2030.

Nel dettaglio, la Direttiva RED III stabilisce, come sopra anticipato, i seguenti obiettivi settoriali per i Paesi dell'UE:

  • Industria:
    • un obiettivo vincolante sull'utilizzo d'idrogeno rinnovabile nel consumo totale d'idrogeno per usi finali (energetici e non). La quota dovrà raggiungere almeno il 42% entro il 2030 e il 60% entro il 2035;
    • un obiettivo indicativo a livello UE di un aumento medio annuo di 1,6 punti percentuali della quota d'energie rinnovabili, calcolato sui periodi 2021-2025 e 2026-2030 (nuovo art. 22-bis della Direttiva RED II).
  • Edilizia:
    • un obiettivo indicativo a livello UE di una quota d'energia da fonti rinnovabili pari ad almeno il 49% nel settore entro il 2030 (nuovo art. 15-bis della Direttiva RED II).
  • Riscaldamento e raffrescamento:
    • per ciascuno Stato membro, è previsto un aumento vincolante della quota d'energia rinnovabile, calcolato a partire dalla quota del 2020. L'incremento medio annuo dovrà essere di almeno:
      • 0,8 punti percentuali nel periodo 2021-2025;
      • 1,1 punti percentuali nel periodo 2026-2030 (modifiche all'art. 23 della Direttiva RED II).
  • Trasporti:
    • ogni Stato membro deve imporre ai fornitori di carburante il raggiungimento di uno dei due seguenti obiettivi alternativi entro il 2030:
      • una quota d'energia rinnovabile nel consumo finale lordo del settore pari ad almeno il 29%;
      • oppure una riduzione delle emissioni di gas serra di almeno il 14,5%, promuovendo l'uso di biocarburanti avanzati e combustibili rinnovabili d'origine non biologica (RFNBO), come l'idrogeno (modifiche all'art. 25 della Direttiva RED II).

Si segnala, inoltre, che la predetta Direttiva introduce importanti novità sui criteri di calcolo per questo settore (modifiche agli artt. 26 e 27 della Direttiva RED II).

Decreto Ucraina

L'Esecutivo, inoltre, ha approvato un DL che introduce disposizioni urgenti per la proroga dell'autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell'Ucraina, per il rinnovo dei permessi di soggiorno in possesso di cittadini ucraini, nonché per la sicurezza dei giornalisti freelance.

Nello specifico, il testo proroga, fino al 31 dicembre 2026, previo atto d'indirizzo delle Camere, l'autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari, con priorità per quelli logistici, sanitari, ad uso civile e di protezione dagli attacchi aerei, missilistici, con droni e cibernetici, in favore delle autorità governative dell'Ucraina.

Il Decreto-legge, inoltre, prevede il rinnovo a richiesta dell'interessato, fino al 4 marzo 2027, dei permessi di soggiorno per protezione speciale in possesso di cittadini ucraini già presenti sul territorio nazionale in data antecedente al 24 febbraio 2022, ferma restando la proroga della protezione temporanea concessa, fino alla medesima data, ai loro connazionali sfollati dall'Ucraina, secondo quanto previsto dalla Decisione d'esecuzione (UE) 2025/1460.

Infine, il provvedimento approvato dal Consiglio dei Ministri, introduce per gli editori obblighi assicurativi ed in merito alla formazione sulla sicurezza per i giornalisti inviati in zone di guerra, con un contributo statale sperimentale, per il 2026, di 600.000 euro, con un massimo di 60.000 euro per editore.

Questa traduzione è stata generata dall’intelligenza artificiale. Si prega di verificarne l’accuratezza.
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