Il CNDCEC, per mezzo dell'Osservatorio Enti Pubblici e Società partecipate, ha reso note in data 11 dicembre 2025 le sue "Proposte di modifica del TUSP". Il documento nasce dalla volontà di migliorare un impianto normativo che, sebbene nel complesso abbia dato "buonissima prova," necessita di aggiornamenti alla luce delle questioni interpretative sorte nel decennio di applicazione.
Società quotate e confini del TUSP
Una delle modifiche più significative riguarda l'ambito di applicazione del Testo Unico. Viene proposto di riscrivere l'articolo 1, comma 5, per stabilire chiaramente che le disposizioni del TUSP si applicano alle società quotate (e alle loro controllate) e alle amministrazioni socie "solo se espressamente previsto". L'intento è quello di risolvere il contrasto interpretativo sorto e di aderire all'orientamento secondo cui le quotate sono escluse a priori dal perimetro del TUSP, in coerenza con il regime di mercato che le governa.
Inoltre, si propone di equiparare totalmente le società che emettono azioni quotate e quelle che emettono strumenti finanziari quotati diversi dalle azioni, unificandole nella definizione di "società quotate" per gli effetti del TUSP.
Compensi: deroga al tetto transitorio
Per far fronte al problema di non allontanare le migliori professionalità dalle società a controllo pubblico, in attesa dell'emanazione del c.d. "decreto compensi," il CNDCEC suggerisce di intervenire sul regime transitorio relativo ai compensi.
La proposta introduce un nuovo comma all'articolo 11 (comma 7-bis) che consente all'assemblea della società di derogare, con una delibera motivata, al limite risultante dall'applicazione della normativa transitoria. La deroga è comunque sottoposta al parere della Sezione di controllo della Corte dei conti e deve rispettare il tetto massimo di 240.000 euro annui onnicomprensivi (il limite fissato dal comma 6 dell'Art. 11).
La disciplina sulle società a controllo pubblico verrebbe estesa anche alle società a capitale pubblico totalitario o maggioritario, salvo prova del controllo privato (con esclusione per le società che gestiscono Servizi Pubblici Locali a rete).
Si mira a coordinare la disciplina del TUSP in materia di crisi con le disposizioni del Codice della crisi e dell'insolvenza (D.Lgs. 14/2019). Si propone, tra l'altro, che l'organo amministrativo informi senza indugio l'assemblea quando rileva uno stato di squilibrio economico-finanziario che rende probabile la crisi.
Sono previste esclusioni dall'obbligo di motivazione analitica per la costituzione di società veicolo se questa è prevista da documenti di gara. Si propone inoltre di escludere l'obbligo di gara nell'alienazione di partecipazioni, quando l'operazione avviene nell'ambito di aggregazioni tra soggetti che gestiscono SPL a rete nel medesimo o in limitrofi Ambiti Territoriali Ottimali (ATO).
Il CNDCEC conclude con l'auspicio che il pacchetto di emendamenti, forte dell'autorevolezza dei componenti dell'Osservatorio, possa trovare presto un veicolo legislativo e essere introdotto nell'ordinamento.
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