Martedì 4 novembre - Il secondo trimestre di Nintendo Dopo un primo trimestre "drogato" dalle vendite della nuova console Switch 2, gli occhi dei mercati sono puntati ora sulla performance del secondo trimestre. Nel primo il gruppo giapponese ha più che raddoppiato il fatturato (+132,1%). Secondo Nintendo, nel mese di giugno (la Switch 2 è stata rilasciata il 5 giugno) sono state vendute 5,82 milioni di unità, dopo che in precedenza era stato annunciato il record di 3,5 milioni di unità vendute in tutto il mondo in soli quattro giorni. Il gruppo però ha deciso di mantenere invariate le sue previsioni finanziarie e i suoi obiettivi di vendita di console per l'intero esercizio che si concluderà alla fine di marzo 2026, puntando ancora su 15 milioni di unità. L'azienda con sede a Kyoto (Giappone occidentale) può ragionevolmente sperare di venderne 23,5 milioni durante questo periodo, secondo le stime degli analisti di JPMorgan a luglio. La Switch 2 dovrebbe migliorare significativamente i risultati di Nintendo nell'anno fiscale 2025/26, anche se l'impatto delle vendite di console sulla redditività è minore rispetto a quello dei giochi, sui quali il margine è più elevato. La risposta di Big G Oggi scadono i termini per la risposta di Google alla multa dell’Unione Europea - di quasi 3 miliardi di euro – per il caso «AdTech». Secondo la Commissione, Big G avrebbe distorto il mercato delle pubblicità online favorendo i propri servizi a discapito della concorrenza. Queste pratiche sarebbero andate avanti dal 2014 fino ad oggi. Bruxelles ha ordinato al gruppo di Cupertino di porre fine a queste pratiche di auto-preferenza e di attuare misure per porre fine ai suoi conflitti di interesse intrinseci lungo la catena di fornitura dell’adtech Mercoledì 5 novembre - Salone dell’interscambio cinese Al via oggi a Shanghai il Salone internazionale dell’interscambio in Cina, una piattaforma considerata ormai strategica per tutte le aziende che vogliono espandersi nell’ex Impero Celeste. Nel 2024 l’Ue ha esportato beni per un valore pari a 213,2 miliardi di euro in Cina e ha importato beni per un valore pari a 519 miliardi di euro, il che rappresenta un disavanzo della bilancia commerciale di oltre 300 miliardi di euro. Rispetto al 2023, sia le importazioni che le esportazioni sono diminuite (rispettivamente dello 0,3% e del 4,6%). Alla luce dei dazi di Trump e dei nuovi accordi con la Casa Bianca, sarà interessante tastare il polso del commercio verso Oriente. I dazi Usa a processo Esattamente un anno e un giorno dopo la vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali, inizierà l'udienza sul ricorso legale presentato dal presidente degli Stati Uniti in merito ai dazi da lui imposti a numerosi partner commerciali, tra cui l'Unione Europea. Come ormai è noto, Donald Trump si è basato su una legge concepita per le situazioni di emergenza, ritenendo il deficit commerciale del suo Paese motivo sufficiente per un'emergenza. Tuttavia, questa argomentazione è stata contestata da diversi importatori americani, che hanno prevalso in primo grado e poi in appello. Il 29 agosto, una corte d'appello federale ha stabilito che Donald Trump aveva abusato del suo potere. La Corte ha ribadito che l'autorità di imporre tasse, e quindi dazi, spetta al Congresso, ovvero al potere legislativo. Il potere esecutivo è autorizzato a farlo solo in circostanze eccezionali. L'amministrazione Trump ha deciso di portare il caso alla Corte Suprema degli Stati Uniti. Nel frattempo, l'applicazione dei dazi non è stata sospesa e le aziende americane che importano merci dall'estero continuano a pagare le tasse dovute. Secondo la CNN, al 7 settembre avevano già sborsato 80 miliardi di dollari. I numeri di McDonald's La catena di fast food made in Usa presenta oggi i risultati del terzo trimestre in un contesto non semplice: tra le sfide si possono contare le interruzioni della catena di approvvigionamento, l'inflazione in Europa, la fluttuazione della spesa dei consumatori e le pressioni competitive nel settore della ristorazione veloce. Intanto nel trimestre precedente i numeri sono in crescita con l'utile per azione (3,19 dollari) che ha superato le previsioni (3,15) e un fatturato di 6,84 miliardi di dollari, superiore alle stime di 6,7 miliardi di dollari. Per il prossimo trimestre le stime parlano di 7,10 miliardi di fatturato. E la società non si ferma anzi, prevede l'apertura di 2.200 nuovi ristoranti in tutto il mondo nel 2025 con 1.000 aperture all'anno entro il 2027.
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