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  • Processo tributario
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  • Tempo di lettura 3 min.

La fattispecie e la pronuncia della Cassazione Nel caso deciso, la società ricorrente in Cassazione aveva notificato (il 19 ottobre 2022) l'appello contro una decisione della CGT di primo grado. Tuttavia, non aveva depositato nei termini previsti l'atto di gravame. Successivamente, entro il termine lungo di impugnazione, la stessa società aveva rinotificato spontaneamente l'atto il 15 dicembre 2022, depositandolo contestualmente, rispettando quindi in questo caso il termine di 30 giorni per il deposito. La CGT di secondo grado ha tuttavia dichiarato l'appello inammissibile, poiché il deposito era avvenuto oltre i 30 giorni dalla prima notifica. La Suprema Corte ha condiviso questa impostazione, richiamando precedenti consolidati (Cass. nn. 5347/2015, Cass. 22639/2014, Cass. 28177/2024), secondo cui: “L'onere di deposito dell'atto notificato entro trenta giorni dalla proposizione del ricorso concerne esclusivamente l'atto d'appello originario, e non le eventuali successive rinotifiche dello stesso.” L'atto originario, pur rinotificato, conserva rilevanza temporale ai fini del termine di deposito. Pertanto, pur se i termini per l'appello non sono scaduti la notifica del primo atto di gravame non è più sanabile se la procedura di deposito non è avvenuta in maniera corretta. L'interpretazione particolarment...

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