Il regime opzionale di adozione del TCF è riservato alle imprese che non possiedono i requisiti per aderire alla cooperative compliance e, tra gli effetti premiali, il beneficio principale è costituito dalla disapplicazione delle sanzioni amministrative e penali per le violazioni tributarie connesse a rischi condivisi tramite procedura di interpello con l’Agenzia delle Entrate prima della presentazione delle dichiarazioni fiscali o prima del decorso delle relative scadenze fiscali (DM 9 luglio 2025). L’opzione viene esercitata trasmettendo un apposito modulo in via telematica all’Agenzia delle Entrate. L’opzione ha durata biennale che si rinnova tacitamente di un altro biennio salvo revoca espressa. È necessario possedere la seguente documentazione: documento descrittivo dell’attività svolta dall’impresa; strategia fiscale regolarmente approvata dagli organi di gestione prima dell’esercizio dell’opzione; documento descrittivo del TCF e delle sue modalità di funzionamento; mappa dei processi aziendali; mappa dei rischi fiscali, anche in ordine alla mappatura di quelli derivanti dai principi contabili, individuati dal sistema di controllo del rischio fiscale dal momento della sua implementazione e dei controlli previsti; certificazione rilasciata con data anteriore a quella dell’esercizio dell’opzione. Aderendo al regime, l’impresa si impegna a istituire e mantenere il TCF, che deve essere certificato in conformità alle linee guida emanate con provvedimento del 10 gennaio 2025. In caso di modifiche organizzative rilevanti tanto da richiedere un aggiornamento complessivo del TCF, sarà necessaria una nuova certificazione. L’Agenzia delle Entrate conserva il potere di verificare, in sede di controllo della posizione fiscale del contribuente, il possesso dei requisiti per la validità dell’esercizio dell’opzione. Nel caso dovesse riscontrare una carenza nel possesso di uno o più requisiti, l’impresa decade dal regime a partire dal 1° giorno del periodo d’imposta in cui sono venuti meno i requisiti. Si può trattare, ad esempio, del mancato aggiornamento del TCF o la violazione dei doveri di trasparenza che gravano in capo al contribuente.
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