Con la Risp. AE 18 settembre 2025 n. 250, l'Agenzia delle Entrate interviene sul tema delle ritenute d'acconto per le piattaforme digitali che gestiscono il noleggio online di beni, come abbigliamento e accessori. La questione nasce da un interpello di una società che, tramite il proprio software, permette a partner commerciali di offrire il noleggio o la vendita dei propri prodotti attraverso siti web personalizzati. Secondo l'Agenzia, i compensi percepiti dalla piattaforma per l'attività di noleggio non sono soggetti alla ritenuta d'acconto ex art. 25-bis DPR 600/73, riservata a rapporti di commissione, agenzia, mediazione, rappresentanza di commercio e procacciamento d'affari. L'elencazione dei rapporti soggetti a ritenuta è infatti da considerarsi tassativa: anche se alcuni contratti presentano affinità con quelli previsti dalla norma, la ritenuta non si applica a rapporti diversi. Nel caso specifico, il rapporto contrattuale tra la piattaforma digitale e i partner non può essere equiparato a nessuno dei rapporti tipizzati dalla norma. L'attività svolta dalla piattaforma, che include la gestione logistica, amministrativa e tecnologica, non si esaurisce nella mera intermediazione tipica dei rapporti di commissione o agenzia. Le piattaforme digitali che percepiscono compensi per il noleggio di beni, quindi, non sono tenute ad applicare la ritenuta d'acconto prevista per le provvigioni agli intermediari. Un chiarimento di grande importanza per il settore dell'e-commerce e per tutti coloro che operano nel business del noleggio tramite strumenti digitali, confermando la necessità di un'analisi dettagliata della natura del rapporto contrattuale e delle attività svolte. Fonte: Risp. AE 18 settembre 2025 n. 250
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Marco Nessi
- Dottore Commercialista e Revisore LegaleRimani aggiornato sulle ultime notizie di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti, professioni e innovazione

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