Le concessioni per i dehors godranno di una proroga dal 31 dicembre 2025 al 30 giugno 2027, inoltre, slitterà al 31 dicembre 2026 il termine per la riforma complessiva della disciplina delle strutture rimovibili. Sono queste le novità previste da un emendamento presentato al disegno di legge atto Senato n. 1184 (DDL semplificazioni). La definizione di “dehors” non è prevista da alcuna legge, mentre i regolamenti comunali vanno in ordine sparso. Seguendo quanto ricostruito dal Consiglio di Stato, il termine individua i manufatti di vario tipo che vanno ad ampliare le superfici di somministrazione di alimenti e bevande di bar, ristoranti e simili. Nel decreto dovrebbe reperirsi la definizione di strutture amovibili, nelle quali, esemplificativamente, rientreranno tavolini, sedute, ombrelloni, pedane, paratie frangivento; elementi di arredo urbano e strutture leggere di copertura; dehors anche chiusi, purché smontabili e non legati da opere murarie. Al contrario, molto presumibilmente, non rientreranno nella definizione di strutture rimovibili le strutture non destinate direttamente alla somministrazione, come depositi o ricoveri di attrezzature. Il DDL semplificazioni dovrà stabilire per i dehors l’esclusione del regime autorizzatorio, ad eccezione di pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani strettamente prospicienti i siti archeologici o altri beni culturali immobili di interesse artistico, storico o archeologico eccezionale. Il decreto dovrà individuare le modalità di identificazione dei siti archeologici e dei predetti “beni culturali immobili di interesse artistico, storico o archeologico eccezionale”. L’emendamento in commento si occupa di un altro profilo della transizione e cioè la sorte cui andranno incontro le imprese di pubblico esercizio in possesso di strutture amovibili che hanno fruito di deroghe e proroghe, le cui istanze, istruite in base alle future regole, saranno respinte con un diniego delle autorizzazioni: un nuovo criterio della delega, aggiunto dall’emendamento in esame, impone al futuro decreto legislativo di garantire un adeguato lasso temporale per il ripristino dei luoghi. Completeranno la nuova disciplina la revisione del regime sanzionatorio e, infine, la definizione di criteri uniformi per i Comuni al fine di garantire, nel caso di occupazione di marciapiedi da parte dei dehors, il passaggio di pedoni e persone con mobilità ridotta e garantire sempre il passaggio dei mezzi di soccorso.
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