Sprechi alimentari e rifiuti tessili: dall’accordo di febbraio alle nuove regole europee
A metà febbraio di quest’anno Parlamento e Consiglio avevano raggiunto un accordo provvisorio su una delle riforme più attese del Green Deal: la revisione della direttiva quadro sui rifiuti.
Allora si trattava “soltanto” di un’intesa politica, accompagnata da promesse e da qualche scetticismo sulla sua reale capacità di incidere: oggi quell’intesa si è trasformata in norme vincolanti, ponendo fine ad un decennio di misure frammentarie, e dando l’avvio ad una nuova stagione all’insegna – almeno sulla carta – di una maggiore sostenibilità, almeno sotto questo punto di vista.
Non più raccomandazioni o campagne di sensibilizzazione affidate alla buona volontà, ma obiettivi concreti e misurabili: questa sembra voler essere la direzione intrapresa dall’UE.
Spreco alimentare: si passa da impegni volontari a obblighi misurabili
Le nuove regole europee toccano dunque due settori molto diversi, ma accomunati da un impatto ambientale e sociale imponente: cibo e tessile. In entrambi i casi la logica è la stessa, passare da impegni volontari a obblighi misurabili, riducendo gli sprechi lungo tutta la catena del valore.
Nel comparto alimentare, i numeri mostrano con chiarezza perché l’intervento non è più ri...
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redazione Memento
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