giovedì 28/08/2025 • 10:53
La Commissione UE ha avviato una consultazione pubblica, che si chiuderà il 14 novembre 2025, per aggiornare i propri Orientamenti sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà.
redazione Memento
La definizione di “impresa in difficoltà” che esclude società di persone e di capitali dalla concessione delle agevolazioni finanziarie è oggetto di revisione da parte della Commissione Europea, che intende modificare e aggiornare gli attuali Orientamenti sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese, in vigore dal 2014. La consultazione pubblica si chiuderà il prossimo 14 novembre 2025: https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/14722-State-aid-for-companies-in-difficulty-revision-of-the-Rescue-Restructuring-guidelines_en
La revisione proposta dalla Commissione prevede:
- la modifica della definizione di “impresa in difficoltà” per quanto concerne alcuni tipi di start-up innovative che hanno un modello di crescita specifico, che consenta loro di beneficiare di aiuti nell'ambito di altri strumenti di aiuto di Stato;
- il chiarimento di alcune parti della definizione di impresa in difficoltà, in particolare il concetto di “fondi propri” e la sua relazione con il patrimonio netto e la solvibilità delle imprese.
Attualmente è considerata in difficoltà l'impresa che abbia perso parte del capitale sociale, il che è particolarmente penalizzante specie per le imprese italiane che secondo l'ordinamento nazionale devono ridurre i fondi propri anche se si trovano solo temporaneamente in condizioni di “difficoltà” non essendo destinate al fallimento nel breve-medio periodo (condizione che ovviamente esclude qualsiasi intervento agevolativo).
Un altro aspetto che la Commissione intende affrontare riguarda il rischio che imprese “intrinsecamente redditizie” come le start-up innovative (con elevati costi iniziali di ricerca e sviluppo finanziati da cicli successivi di finanziamenti azionari) siano escluse in modo ingiustificato, purché non siano a rischio di fallimento, da altri tipi di aiuti di Stato. La Commissione intende così rivedere il Reg. UE 651/2014 sulle condizioni considerate di difficoltà per evitare che le imprese del continente, comprese in particolare le start-up e le scale-up, operino in maniera non adeguata all'attuale contesto geopolitico e di mercato in cui l'obiettivo è promuovere e incentivare l'innovazione al fine di rafforzare la competitività dell'economia europea.
La definizione di impresa in difficoltà, individuata nel 2014 alla luce della normativa sugli aiuti di Stato, non è del tutto chiara e le autorità nazionali hanno avuto difficoltà ad applicarla. Già nel 2020 la Commissione aveva effettuato una prima valutazione degli attuali orientamenti in materia di salvataggio e ristrutturazione nell'ambito della verifica dell'adeguatezza degli aiuti di Stato: sottolineando la necessità di ulteriori chiarimenti e orientamenti su aspetti specifici. Pertanto, poiché gli Orientamenti UE per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese scadranno il 31 dicembre 2025, al fine di garantire una loro adeguata revisione la Commissione ha previsto una proroga di un anno della loro la validità, vale a dire fino al 31 dicembre 2026.
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