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  • Tempo di lettura 9 min.

Nelle giornate dell'8 e 9 giugno 2025, i cittadini italiani hanno avuto la possibilità di esprimersi su cinque quesiti referendari abrogativi, di cui quattro in materia di lavoro, promossi da sindacati e associazioni. Si è trattato di una consultazione popolare che ha toccato alcuni dei nodi più controversi del diritto del lavoro contemporaneo, dall'abrogazione del decreto "tutele crescenti" alla regolamentazione dei contratti a termine, fino alla responsabilità negli appalti e ai risarcimenti per licenziamenti illegittimi nelle piccole imprese. Il quorum necessario non è stato conseguito (l'affluenza si è fermata intorno al 30%) pertanto la normativa relativa al lavoro e alla cittadinanza, oggetto della richiesta di abrogazione referendaria, rimarrà invariata nella sua formulazione attuale. Il primo quesito: abrogazione del decreto "tutele crescenti" Il primo quesito referendario mirava all'abrogazione integrale del D.Lgs. 23/2015 (cd. Jobs Act), che ha introdotto il contratto a tutele crescenti, modificando radicalmente il sistema di protezione contro i licenziamenti illegittimi. Tale disciplina, nelle ipotesi di licenziamento illegittimo, ha considerevolmente limitato le possibilità di reintegrazione nel posto di lavoro per i dipendenti assunti successivamente al 7 marzo 2015 presso aziende con organico s...

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di

Pasquale Staropoli

- Avvocato

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