Il Governo ha posto la fiducia sul DDL di conversione del decreto PA (DL 25/2025), recante disposizioni urgenti in materia di reclutamento e funzionalità delle pubbliche amministrazioni. La Camera è convocata il 23 aprile alle ore 11.20 per le dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia posta dal Governo sul DDL in oggetto. L'esame in prima lettura alla Camera conferma la riapertura al 3 giugno 2025 dei termini per la sanatoria del credito d'imposta ricerca e sviluppo degli anni 2015-2019. Nel dettaglio, le imprese che al 22 ottobre 2021 hanno utilizzato in compensazione il credito d'imposta R&S maturato tra il 2015 e il 2019, senza averne i requisiti, possono, entro il 3 giugno 2025 (termine prorogato dall'art. 19 DL 25/2025 rispetto al precedente 31 ottobre 2024) riversarlo senza sanzioni e interessi, sanando la propria posizione. L'impresa, direttamente o tramite intermediari abilitati, deve inviare telematicamente all'Agenzia delle Entrate, entro il suddetto termine, l'istanza presente sul sito della stessa, denominata "Richiesta di accesso alla procedura di riversamento del credito di imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo” (art. 7 c. 7 bis DL 39/2024). L'istanza deve contenere: i periodi d'imposta di maturazione del credito per cui è presentata; gli importi del credito oggetto di riversamento spontaneo; dati ed elementi richiesti in relazione alle attività e alle spese ammissibili. L'impresa deve versare gli importi dovuti tramite Mod. F24, senza utilizzo della compensazione, in: unica soluzione (cod. trib. 8170), entro il 3 giugno 2025; tre rate annuali di pari importo: la prima (cod. trib. 8171) entro il 3 giugno 2025, la seconda (cod. trib. 8172) entro il 16 dicembre 2025 e la terza (cod. trib. 8173) entro il 16 dicembre 2026. Dal 4 giugno 2025 sono dovuti gli interessi al tasso legale e il mancato pagamento di una delle rate entro la scadenza prevista comporta il mancato perfezionamento della procedura, l'iscrizione a ruolo dei residui importi dovuti e l'applicazione della sanzione del 30% e degli interessi del 4% annuo (di cui all'art. 20 DPR 602/73). Se l'impresa ha ricevuto un atto istruttorio (PVC) o un atto di recupero crediti o un altro provvedimento impositivo non divenuto definitivo al 22 ottobre 2021, non può fruire della rateazione.
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Lelio Cacciapaglia
- Dirigente del Ministero dell'Economia e delle FinanzeGiuseppe Mercurio
- Dottore Commercialista e revisore contabileRimani aggiornato sulle ultime notizie di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti, professioni e innovazione

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