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Esclusione dal pro rata di detrazione dei beni d'investimento L'art. 174 par. 2 lett. a) Dir. 2006/112/CE stabilisce che, in deroga alle regole generali, per il calcolo del pro rata di detrazione, non si tiene conto dell'importo del volume d'affari relativo alle cessioni di beni d'investimento utilizzati dal soggetto passivo nella sua impresa. La normativa comunitaria non definisce il concetto di “bene d'investimento”, rispetto al quale la Corte di giustizia UE ha stabilito che tale nozione riguarda i beni che, utilizzati ai fini di un'attività economica, si distinguono per il loro carattere durevole e il loro valore, i quali fanno sì che i costi d'acquisto non siano normalmente contabilizzati come spese correnti, ma vengano ammortizzati in più esercizi finanziari (sent. 27 marzo 2019, causa C‑201/18 e sent. 16 febbraio 2012, causa C‑118/11). La finalità dell'esclusione in esame risulta dall'esposizione dei motivi che accompagna la proposta di VI Direttiva CEE, presentata dalla Commissione al Consiglio europeo il 29 giugno 1973, secondo cui le cessioni di beni d'investimento devono essere esclusi dal calcolo del pro rata per evitare che possano falsarne il significato reale nella misura in cui tali operazioni non riflettano l'attività professionale del soggetto passivo. È il caso, in particolare, delle vendite di beni d'investimento effettuate solo ...

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