L’Organismo Italiano di Valutazione (OIV) ha pubblicato il discussion paper n. 1/2025 dal titolo “La valutazione delle aziende in crisi”; tale documento non definisce nuovi principi di valutazione, ma evidenzia alcune linee guida ispirate alle best practice adottate dagli esperti in materia di valutazione. Né i Principi Italiani di valutazione (PIV) né gli International Valuation Standards (IVS) coprono il tema della valutazione delle aziende in crisi, pertanto si è ritenuto opportuno fornire una guida di orientamento all’esperto, così come l’American Institute of Certified Public Accountants (AICPA) aveva fatto già nel 2002 pubblicando il “Consulting services practice aid 02-1 Business valuation in bankruptcy: a non-authoritative guide”. Le linee guida presuppongono che l’esperto: - abbia già dimestichezza con i principi di valutazione nazionali (PIV); - rispetti il Code of Ethics dell’IVSC o, per l’esperto professionista, le norme deontologiche applicabili, quali, per esempio, il Codice deontologico della Professione per gli iscritti nell’albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili o il Codice dei principi di deontologia professionale, riservatezza e segreto professionale dei soggetti abilitati all’esercizio dell’attività di revisione legale dei conti per gli iscritti nel registro dei revisori legali; - abbia adeguata conoscenza delle tecniche e dei modelli di valutazione, in quanto il Discussion Paper si limita a richiamare tecniche e modelli senza illustrarli. L’esperto chiamato ad eseguire una valutazione di un’azienda in crisi ha, secondo l’OIV, un compito arduo, perché deve confrontarsi con i flussi risultanti da un piano industriale anche molto complesso e con un indebitamento soggetto a dinamiche particolari. Ai fini dell’apprezzamento dei relativi rischi l’esperto deve: prendere nota del contesto economico e del contesto giuridico nel quale si trova l’impresa in crisi; individuare le sfide da fronteggiare e valutare poi la consistenza del relativo progetto industriale, prestando attenzione non solo al disegno presentato ma anche al grado di stabilizzazione raggiunto dall’impresa, alle premesse sulle quali il piano è costruito ed ai mezzi disponibili per la sua realizzazione; esaminare il piano finanziario, da un lato nell’ottica del concorso al progetto industriale e dall’altro per rilevare la consistenza e la dinamica dell’indebitamento. Si segnala che le linee guida di questo documento non trovano applicazione per gli intermediari bancari e finanziari, in quanto oggetto di un framework normativo dedicato. Fonte: OIV discussion paper n. 1/2025
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