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Gli importi corrisposti dai contribuenti per aderire alla definizione delle liti pendenti introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 nell'ambito della Tregua Fiscale e avente ad oggetto le contestazioni riguardanti maggiori tributi accertati, hanno la stessa natura dei tributi oggetto di definizione: è questa la massima a cui è giunta la Sezione di Milano dell'AIDC con la Norma di Comportamento n. 226. Gli esperti milanesi – riunita la Commissione norme di comportamento e di comune interpretazione in materia tributaria - hanno così affrontato un delicato argomento su cui sono sorti dibattiti e si sono delineate tesi contrapposte, perfino in seno all'A.F. Già nell'ambito delle precedenti edizioni della definizione agevolata delle liti pendenti, infatti, era emerso un dubbio sulla natura giuridica delle somme versate dai contribuenti per porre fine alle querelle con l'Erario: in particolare, non era (e non è) ben chiaro se esse fossero del tutto equivalenti al tributo oggetto di definizione e ne conservassero la medesima natura giuridica o se, invece, acquisissero una propria autonoma valenza correlata alla natura di condono/sanatoria attribuibile allo specifico istituto deflattivo. Sapere con certezza se le somme corrisposte in sede di definizione agevolata conservino o meno la natura del tributo in merito a cui è stata incardinata la lite è questione d...

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