Tra le fonti del diritto del lavoro, negli ultimi anni, è sempre più preponderante la legislazione comunitaria. E secondo i principi generali della c.d. “gerarchia delle fonti”, a volte, vengono travolti anche i contratti collettivi, se non rispettosi delle decisioni che provengono dalla Comunità Europea. Uno degli ultimi clamorosi casi è quello della retribuzione del lavoratore durante il periodo feriale; alcune sentenze della Corte di Giustizia comunitaria, partendo da quanto stabilito dall'art.7 della Direttiva Europea n. 88/2003, continuano a dichiarare illegittimo non riconoscere al dipendente la medesima ordinaria retribuzione quando deve andare in ferie, seguiti dai Giudici italiani che arrivano a sancire il principio della “nozione europea di retribuzione”. Diverse le sentenze in materia e i contratti collettivi che sono stati costretti ad intervenire per modificare le loro clausole. Analizziamo più in dettaglio, partendo dall'ultima decisione in ordine temporale: la Cassazione n. 25850 del 27 settembre 2024. Il fatto La Corte di Appello di Napoli dichiarava il diritto di un lavoratore di un'azienda di trasporto pubblico locale di percepire, per ciascun giorno di ferie, una retribuzione comprensiva dell'indennità perequativa, dell'indennità compensativa e di quella di turno, non pagate fino ad allo...
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