X

Homepage

  • Fisco
  • Lavoro
  • Contabilità
  • Impresa
  • Finanziamenti
  • Mondo Digitale
  • Speciali
  • Info dagli ordini
  • Podcast
  • Video
  • Rassegna stampa
  • Archivio ultime edizioni
  • Il mio archivio

Accedi ai nostri nuovi servizi

Registrati alla Newsletter

Iscriviti al canale WhatsApp

Segui il canale Spotify

Accedi ai nostri nuovi servizi
  • Fisco
  • Lavoro
  • Contabilità
  • Impresa
  • Finanziamenti
  • Mondo Digitale
  • Speciali
Accedi ai nostri nuovi servizi
  • Fisco
  • Lavoro
  • Contabilità
  • Impresa
  • Finanziamenti
  • Mondo Digitale
  • Speciali
Traduzione
+ -
    • Condividi su

Il 26 settembre 2024, la Corte di Giustizia dell'UE ha emesso una sentenza riguardante la causa C-432/23, in cui si è pronunciata su un rinvio pregiudiziale in materia di cooperazione amministrativa fiscale, in particolare sulla Direttiva 2011/16/UE.

Il caso

Il caso concerne l'Ordine degli avvocati lussemburghesi contro l'Amministrazione dei contributi diretti, che aveva ordinato a un avvocato di fornire documentazione e informazioni relative a una consulenza societaria, violando così il segreto professionale.

La Corte ha stabilito che l'ingiunzione imposta all'avvocato è in contrasto con il diritto fondamentale al rispetto delle comunicazioni tra avvocato e cliente, garantito dall'articolo 7 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e ha sottolineato che la protezione del segreto professionale degli avvocati è fondamentale per una società democratica e che tale protezione deve estendersi a tutti i domini del diritto, inclusa la consulenza societaria.

La Corte di Giustizia UE

La Corte ha affermato che la Direttiva 2011/16/UE non prevede specifiche disposizioni per la protezione della riservatezza delle comunicazioni tra avvocato e cliente, ma che ciò non implica una violazione della Carta, poiché gli Stati membri sono responsabili di assicurare che le loro procedure nazionali rispettino la Carta, incluso l'articolo 7.

La Corte ha infine concluso che l'ingiunzione in questione, basata su una regolamentazione nazionale che esclude quasi completamente dal segreto professionale le consultazioni fiscali, eccetto nel caso di rischio di azioni penali per il cliente, è eccessiva e viola il contenuto essenziale del diritto protetto dall'articolo 7 della Carta. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato che un'ingiunzione del genere non può essere giustificata e pertanto è illegittima.

Fonte: CGUE 26 settembre 2024 C-432/23

Questa traduzione è stata generata dall’intelligenza artificiale. Si prega di verificarne l’accuratezza.
Quotidianopiù è anche su WhatsApp! Clicca qui per iscriverti gratis e seguire tutta l'informazione real time, i video e i podcast sul tuo smartphone.

© Copyright - Tutti i diritti riservati - Giuffrè Francis Lefebvre S.p.A.

Registrati gratis

Per consultare integralmente tutte le news, i podcast e i video in materia di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti e mondo digitale, la rassegna stampa del giorno e ricevere quotidianamente la tua newsletter

Iscriviti alla Newsletter

Rimani aggiornato sulle ultime notizie di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti, professioni e innovazione

Servizio riservato agli abbonati.

Sei già abbonato? Accedi.
Per fruire di tutti i servizi e consultare integralmente tutti i contenuti abbonati o contatta il tuo agente di fiducia!

Trovi interessante questo video?

Per continuare a vederlo e consultare altri contenuti esclusivi abbonati a QuotidianoPiù,
la soluzione digitale dove trovare ogni giorno notizie, video e podcast su fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti e mondo digitale.
Abbonati o contatta il tuo agente di fiducia.
Se invece sei già abbonato, effettua il login.

Ricerca Vocale

Clicca sul microfono per cominciare a registrare il messaggio.

“ ”