L’acquisto, l’erogazione e la cessione dei buoni pasto, così come il ritiro da parte dell’esercente, sono tutte azioni che danno luogo ad alcune scritture contabili. Nel momento in cui un esercente accetta i buoni pasto come mezzo di pagamento, dovrà emettere uno scontrino con la dicitura “corrispettivo non incassato” per il servizio di somministrazione di alimenti che ha reso al dipendente. L’esercente fatturerà quindi i buoni alla società emettitrice ed applicherà sia ai buoni cartacei, sia ai buoni elettronici un’aliquota del 10%. Per il datore di lavoro, il costo sostenuto per l’acquisto dei buoni pasto è interamente deducibile. Contabilizzazione dei buoni pasto Chi (datore di lavoro) sceglie i buoni pasto al fine di erogare il servizio sostitutivo di mensa per i suoi dipendenti, è tenuto ad eseguire alcuni adempimenti e specifiche registrazioni contabili: nel momento in cui acquista i buoni pasto, sia cartacei che elettronici, dalla società emettitrice; nel momento in cui consegna i buoni pasto ai dipendenti, oppure nel momento in cui i buoni elettronici sono utilizzabili; nel momento in cui la società emettitrice invia al datore di lavoro la fattura dei buoni pasto elettronici erogati con la modalità della mensa diffusa.
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