Lunedì 26 – Vitol ai supplementari su Saras L’Opa rivolta al mercato si è chiusa a Ferragosto e Varas, il veicolo controllato dagli olandesi di Vitol, ora detiene complessivamente l’87,7% di Saras. Oggi e fino a venerdì 30 il nuovo azionista di maggioranza del gruppo che fu della famiglia Moratti riapre però l’offerta. Obiettivo: il delisting. La quota minima da raggiungere sarà il 90% del capitale, dopodiché queste saranno le modalità: se il 90% sarà raggiunto ma il totale non supererà il 95%, gli olandesi non provvederanno a ricostituire il flottante, se invece si andrà oltre il 95% eserciteranno il diritto di acquisto. Martedì 27 – Il Pil tedesco in area recessione La Germania comunica oggi il dato definitivo sul Pil del secondo trimestre. Le stime preliminari lo davano ancora in territorio recessivo (-0,1% su base sia trimestrale, sia annuale) e niente fa pensare che ci possa essere stata una correzione, pur minima, in positivo. Tutti gli indicatori aggiornati nel frattempo confermano, al contrario, l’estrema criticità del quadro. Vedi (ed è solo un esempio) gli ordini all’industria, diminuiti a giugno per il sesto mese consecutivo: -0,2% su base mensile, addirittura -6,2% rispetto a giugno 2023. In linea l’andamento dei prezzi alla produzione, scesi anche a luglio dell0 0,8% (base annua) dopo il -1,6% segnato a giugno. Mercoledì 28 – La debolezza dell’industria italiana Non che l’economia italiana (o il resto d’Europa, se è per questo) viaggi a gonfie vele, ma è un fatto che da un paio d’anni almeno goda di miglior salute rispetto a quella tedesca. Il Pil del secondo trimestre 2024, per dire, è appena positivo ma pur sempre sopra lo zero: le stime da no +0,2% rispetto al trimestre precedente, +0,9% tendenziale, +0,7% acquisito sul 2024. È comunque evidente quanto la crescita sia lenta. Come con tutta probabilità confermeranno, oggi, i dati Istat sul fatturato di industria e servizi a giugno, già tutt’altro che incoraggianti a maggio: cali dello 0,9% in valore e dello 0,4 % in volume, al netto dei fattori stagionali. Venerdì 30 – L’inflazione di agosto… Dall’Istat arriva la prima stima sull’inflazione di agosto. Riflettori sull’effetto-vacanze, soprattutto, tenendo conto che veniamo dall’1,3% su base annua segnato a luglio e dal +0,8% di giugno. Venerdì 30 - … e la fiducia di consumatori e imprese Da un lato i dati sui prezzi, dall’altro il punto sulla fiducia di consumatori e imprese. A luglio, come peraltro era accaduto quasi sempre nei mesi precedenti, l’Istat aveva fotografato un quadro di segnali contrastanti: l’indice consumatori era stimato in aumento da 98,3 a 98,9, quello delle imprese in leggero calo (da 94,5 a 94,2). È quest’ultimo, a essere particolarmente sotto osservazione oggi, e la ragione va ricercata nell’ultimo report di Confindustria sulle aspettative delle grandi imprese industriali. Aspettative positive, è vero, per la produzione di luglio: la quota di aziende che prevedeva un aumento era pari al 41,6% rispetto al 33,4% di giugno, cioè una percentuale in forte miglioramento rispetto alle rilevazioni precedenti. Tuttavia, era aumentato anche il rischio percepito di un possibile arretramento, con un quasi raddoppio (dal 12,7% al 23,4%) di chi si attendeva una contrazione. Agosto aiuterà a capirne di più.
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