Martedì 13 – Il morale (altalenante) degli investitori tedeschi Oggi dalla Germania arriva il cosiddetto “Barometro Zew”, cioè l’indice che misura il morale degli investitori. Le premesse continuano a non essere buone. Se a luglio erano stati il calo dell’export e la non chiarissima politica monetaria della Bce a determinare il crollo da 47,5 a 41,8, con conseguente interruzione di un ciclo di relativo ottimismo che durava da otto mesi, al quadro già negativo si aggiungono i crolli di Borsa e lo spettro di un rallentamento/recessione negli Stati Uniti. Ossia nell’unica tra le grandi economie occidentali che non fosse già alle prese con sintomi quanto meno di stagnazione. Eppure qua e là, nascosto dall’ondata di notizie negative, persino in Germania c’è anche qualche piccolissimo segnale in controtendenza. I nuovi ordini nel settore manifatturiero, per esempio. Destatis ha appena diffuso i dati reali, dunque corretti per l’effetto prezzi e al netto degli aggiustamenti stagionali e di calendario, e per il mese di giugno ne è uscito un sorprendente +3,9%. Non è stata solo l’interruzione di una striscia negativa che durava da cinque mesi. Quella, gli analisti se l’aspettavano. Non così robusta, però: le scommesse del mercato non andavano oltre lo 0,4%. Mercoledì 14 – Il Pil europeo… Il crollo delle Borse a partire da Wall Street (ma in fondo è ancora presto per decifrare peso e ruolo della pura speculazione estiva). Il timore (e qui tanto presto non è) che l’ennesima bolla tecnologica sia davvero già stata gonfiata oltre ogni eccesso. Lo spettro di una stagnazione/recessione negli Stati Uniti. C’è tutto questo, ad agitare l’agosto 2024 sui mercati e tra i governi, e con il focus spostato ormai verso gli States c’è il rischio concreto di abbassare un po’ la tensione su ciò che intanto accade in Europa. Non solo cresciamo (da tempo) molto meno degli Usa: siamo (da altrettanto tempo) in bilico sulla stagnazione. Oggi Eurostat diffonderà la seconda stima sull’andamento del Pil nel secondo trimestre. Rispetto al primo, dovrebbe essere aumentato dello 0,3% (0,7% nel corrispondente periodo 2023). Il problema vero è il prosieguo: i segnali che arrivano dal settore manifatturiero, principale motore della crescita, indicano una battuta d’arresto anche all’inizio del terzo trimestre. Mercoledì 14 - … e quello italiano L’Italia che si era abituata a trainare la media europea incomincia a segnare il passo. Se, oggi, verranno confermate le stime flash sul Pil del secondo trimestre, la nostra posizione sarà leggermente sotto il dato Ue: +0,2% contro +0,3%. Per quanto rallentata la crescita continua comunque da quattro trimestri e, tra aprile e giugno, ha in parte contribuito a disinnescare l’inatteso calo della Germania (-0,1%, salvo rettifiche eventualmente in arrivo oggi). Mercoledì 14 – Prezzi e produzione: riflettori sugli Usa Giorni e giorni di crolli di Borsa basati soprattutto su analisi, aspettative, speculazioni (anche). I primi confronti con i numeri reali dell’economia Usa incominceranno tra oggi e domani, con il tasso d’inflazione e la produzione industriale.
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