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lunedì 27/05/2024 • 06:00

Caso Risolto IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO

Cessione Intra-UE: la dichiarazione influisce sull’esenzione IVA?

Non incide sul beneficio dell'esenzione la dichiarazione postuma del cessionario della ricezione della merce, atteso che le dichiarazioni successive certificano la reale operazione di trasferimento di merci da un Paese comunitario a un altro e non influiscono sull’esenzione IVA.

di Matteo Dellapina - Avvocato, Cultore in Diritto Tributario presso l’Università di Pavia

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  • Tempo di lettura 2 min.
  • Ascolta la news 5:03

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Le cessioni intracomunitarie Le cessioni intracomunitarie non imponibili, in base all'art. 41, primo comma, lettera a), del D.L. n. 331 del 1993, sono non imponibili ''le cessioni a titolo oneroso di beni, trasportati o spediti nel territorio di un altro Stato membro, dal cedente o dall'acquirente, o da terzi per loro conto, nei confronti di cessionari soggetti di imposta [...]''. Pertanto, affinché un'operazione possa essere qualificata come cessione intracomunitaria non imponibile devono sussistere congiuntamente tutti i requisiti previsti dal citato art. 41, primo comma, lettera a), del D.L. n. 331 del 1993, ovvero: la soggettività passiva ai fini IVA e in diversi paesi dell'Unione europea del cedente e del cessionario; il trasferimento del diritto di proprietà o di altro diritto reale sui beni; l'onerosità dell'operazione; l'effettiva movimentazione dei beni dall'Italia e arrivo in un altro Stato membro. A tal proposito, è utile richiamare la previsione di cui all'art. 41 comma 2­ter, del d.l. 331 del 1993 (introdotto in attuazione dell'art. 138 della Direttiva 2006/112/CE, c..d ''Direttiva IVA'', come modificato dalla Direttiva UE 2018/1910 del Consiglio del 4 dicembre 2018, c.d. direttiva ''quick fixes'') secondo la quale: ...

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