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lunedì 27/11/2023 • 06:00

Lavoro Dalla Cassazione

Licenziamento illegittimo: tutela del lavoratore anche nei gruppi societari

La Cassazione, con la pronuncia 14 novembre 2023 n. 31593, ha rigettato il ricorso di tre società che avevano licenziato una dipendente per GMO. La Corte prevede che le tutele dei lavoratori valgono anche nei gruppi societari. Se emergono collegamenti sostanziali tra aziende formalmente autonome, queste devono rispondere in solido delle obbligazioni verso i dipendenti.

di Gianluca Pillera - Consulente del lavoro - Monza

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  • Tempo di lettura 7 min.
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Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo è una forma di licenziamento che il datore di lavoro può utilizzare quando si verificano delle ragioni che riguardano l'attività produttiva, l'organizzazione del lavoro e il suo regolare funzionamento. Queste ragioni devono essere oggettive, cioè indipendenti dalla volontà e dalla condotta del lavoratore e devono essere dimostrate con elementi concreti e verificabili. Inoltre, il datore di lavoro deve rispettare una procedura specifica, che prevede la comunicazione scritta al lavoratore dei motivi del licenziamento, il rispetto di un termine di preavviso e, se previsto, la consultazione dei sindacati o della commissione di conciliazione. Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo non può essere effettuato se il datore di lavoro ha la possibilità di ricollocare il lavoratore in un altro settore aziendale, compatibilmente con le sue qualifiche e competenze. Tale obbligo si chiama repechage e serve a tutelare il lavoratore da licenziamenti ingiustificati o discriminatori. Se il licenziamento per giustificato motivo oggettivo non rispetta questi requisiti, il lavoratore può ricorrere al giudice del lavoro e chiedere la sua annullabilità o la sua conversione in un licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo. In questo caso, il lavoratore ha diritto a una tutela reale o obbligatoria, che prevede la reintegrazione nel pos...

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