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  • Tempo di lettura 7 min.

La vicenda, le fasi e gradi del giudizio di merito

Un'azienda ha intimato la massima sanzione espulsiva, il licenziamento per giusta causa ex art. 2119 c.c., nei confronti del proprio direttore del personale per alcune condotte connotate da particolare disvalore che, in un contesto lavorativo, assumono, come vedremo oggettivamente, maggiore gravità. Il lavoratore, nella specie, ha dato una “pacca sul fondoschiena di una collega” ed in un'altra occasione ha espresso apprezzamenti sul fondoschiena di una collega la quale, di spalle, era intenta a fare delle fotocopie e nella circostanza il lavoratore ha sottolineato il fatto che la collega avesse una certa età. L'azienda, anche alla luce della vigenza di un Codice Etico interno i cui valori di rispetto della dignità della persona sono del tutto irrinunciabili, a seguito del procedimento disciplinare, ha receduto per giusta causa dal rapporto di lavoro.

Il lavoratore ha impugnato il licenziamento subìto e nel primo grado di giudizio (nella duplice fase sommaria e di opposizione) il licenziamento è stato dichiarato illegittimo, con il conseguente ordine di reintegrazione in servizio e versamento delle mensilità non lavorate ai sensi dell'art. 18, c. 4, Legge 300/70 (il c.d. Statuto dei Lavoratori). Il datore di lavoro ha impugnato la sentenza proponendo ricorso in appello innanzi alla Corte d'Appello di Palermo, la quale ha ribaltato la pro...

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