Da diversi anni, la questione relativa all'individuazione del giudice competente a conoscere delle controversie relative al lavoro dei soci di cooperativa era in attesa di una netta presa di posizione da parte del legislatore.
Giurisprudenza in materia: la “vis attractiva” del rito del lavoro
La diatriba interpretativa, come noto, è nata con il D.Lgs. 5/2003, che ha introdotto uno specifico rito per le controversie in materia societaria, attribuendo le controversie relative a questa materia alla competenza del Tribunale in composizione collegiale; lo stesso Decreto ha stabilito la regola della prevalenza del rito societario su qualsiasi altro rito anche in caso di connessione tra domande, in deroga ai criteri dettati dall'art. 40, c. 4, c.p.c.
La disposizione in questione è stata oggetto di alterne fortune a livello giurisprudenziale, ed ha finito per essere dichiarata incostituzionale per eccesso di delega (la Corte costituzionale, infatti, con la sentenza n. 71 del 2008); da lì a non molto il rito societario è stato abrogato anche a livello legislativo, con conseguente venir meno di ogni questione relativa al concorso tra riti.
Il dibattito, tuttavia, è stato ben presto “rilanciato” dall'art. 3, c. 2, lett. a), DL 1/2012, che ha a...
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