Il mercato dell'arte e, in generale, quello dei c.d. pleasure asset, è sempre più di frequente oggetto di interesse nelle politiche di diversificazione patrimoniale, essendo considerata ormai un'autonoma asset class. I prezzi battuti alle case d'asta per l'arte contemporanea hanno inoltre fatto da cassa di risonanza ad un mondo prima appannaggio dei collezionisti e che oggi attira anche molti investitori speculativi.
Il tema tributario, in questo scenario, non è trascurabile ed ha contribuito a generare attrattività: è infatti ancora molto diffusa l'idea che la cessione di opere d'arte non sconti mai alcuna imposizione.
Tale conclusione è corretta solo in parte, essendo piuttosto necessario contestualizzare l'attività svolta dal cedente per valutarne la qualificazione tributaria. In realtà, l'assistenza professionale (fiscale) nella cessione di un'opera d'arte dovrebbe anticipare il processo, quantomeno per evitare di porre in essere comportamenti, spesso inconsapevoli, che possono portare a conseguenze tributarie anche molto gravose.
Le valutazioni di natura fiscale si fondano, infatti, su elementi fattuali, che dottrina e giurisprudenza hanno evidenziato in modo sufficientemente chiaro.
In tale contesto si pone la sentenza della Ca...
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