Il processo del lavoro e le modifiche introdotte con il rito Fornero
A seguito dell'entrata in vigore della L. 92/2012, conosciuta come “riforma Fornero” è stato completamente revisionato, per la prima volta dopo 40 anni, l'intero assetto del diritto del lavoro sia sul piano sostanziale che, per quello che qui interessa, su quello processuale; in particolare, la Riforma ha toccato sia la c.d. “tutela reale” modificando profondamente l'art. 18 Statuto dei lavoratori, sia il processo del lavoro, creando un rito esclusivo e specifico per le sole controversie aventi ad oggetto l'accertamento della legittimità o meno del licenziamento: un rito nuovo, ad istruttoria sommaria, e dichiaratamente più snello e rapido.
Proprio la nascita di questo nuovo rito “veloce” ha sollevato più di un dubbio, sia per ragioni squisitamente pratiche connesse alla reale esigenza di nuovo rito che nei fatti, invero, finisce per essere un inutile doppione del rito “classico”, sia per ragioni di mero diritto processuale connesse al regime di prescrizioni e decadenze che governa da sempre il processo del lavoro.
Il rito Fornero, dunque, è applicato a tutte le controversie relative a rapporti di lavoro assistiti dalla c.d. “tutela reale” ovvero i casi in cui il Giudice del Lavoro possa disporre, all'esito del relativo giudizio, la reintegrazione del dipendente ne...
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